Preambolo

Camminando sulla lunga via della storia, guidato dalla virtù dell’amore e dalla ricerca della verità, della giustizia, dell’indipendenza, perseguendo un sogno di libertà, prosperità e dignità per sé e per ciascuna persona, il popolo sardo arriva oggi a costituirsi in Repubblica, nel mondo e davanti al mondo.
L’esito di questo cammino è la Nazione sarda di oggi.
Una Nazione plurale, composita e tuttavia unica e unita.
Una Nazione immersa saldamente nel presente ma aperta sulla sua storia e sul suo futuro.
Una Nazione con il cuore nel presente ma radicata nella propria storia e aperta al futuro.
Una Nazione ospitale, pacifica, laboriosa, studiosa, determinata, coraggiosa.
Una Nazione che mai si accontenta e che sempre si migliora.
Una Nazione cosciente di sé e del proprio appartenere all’umanità e al mondo.
Una Nazione che sa che la forza dei sardi è nella sovranità popolare, nella capacità di tutte e tutti di partecipare virtuosamente alla vita pubblica e all’affermazione di un ordine rispettoso delle libertà individuali e del sistema dei diritti e dei doveri collettivi.
Questo ci insegna la buona memoria delle nostre madri e dei nostri padri, la memoria del loro sacrificio, delle loro opere, del loro amore per la Sardegna.
Noi oggi, dunque, approviamo questa nuova Carta de Logu per onorare un impegno storico verso il desiderio di libertà e felicità passato, presente e futuro delle donne e degli uomini di Sardegna.
Noi oggi approviamo questa nuova Carta de Logu chiedendo a ogni donna e uomo di Sardegna di preservarla, attuarla, migliorarla affinché serva a rafforzare la libertà, la prosperità, la giustizia, la dignità di tutti e di ciascuno.
Noi oggi approviamo questa nuova Carta de Logu affinché guidati da una nuova cultura civile gli uomini e le donne di Sardegna sappiano tenere a freno la superbia, la prepotenza, la corruzione, l’egoismo e esaltare invece la bontà, la pace, l’onestà, la cooperazione.
Noi oggi approviamo questa nuova Carta de Logu affinché la Repubblica di Sardegna possa essere, attraverso la definizione di diritti e di doveri certi e condivisi, luogo di serenità e di sicurezza, in cui ogni persona possa aspirare a far fiorire e mettere a frutto i propri talenti, migliorare le proprie condizioni di vita materiali e immateriali, trascorrere una vita ricca di dignità e opportunità.
Noi, la Nazione sarda, oggi, attraverso questa nuova Carta de Logu ci facciamo Repubblica di Sardegna.

11 commenti su “Preambolo

  1. Giuliana Ghiani

    Mi piace molto, ho ravvisato un’imprecisione ortografica dove dice:” e esaltare”. Sarebbe corretto :”ed esaltare”. All’inizio avrei scritto Popolo Sardo in maiuscolo ( anche se non propriamente corretto), per esaltarne l’importanza. C’ è una frase che non comprendo, laddove dice “condizioni di vita materiali e immateriali (le parole “materiali e immateriali” si riferiscono a vita o a condizioni? Quali sarebbero le condizioni immateriali (o la vita immateriale)? Si fa riferimento a idee, pensieri, ideali? Non mi è chiaro…

  2. Stefano Salis

    Anziché un Preambolo si potrebbe pensare a una Dichiarazione e poi a dei Principi Generali ai quali il nuovo Stato sardo dovrenbbe ispirarsi.
    Il Preambolo è molto bello.

  3. Gianni Efisio Pinna

    Camminando sulla lunga via della storia … quale storia? Quella colonialista o quella della lotta
    contro s’istranzu? Un preambolo molto “bello” che però non lo trovo molto abbinato con l’esigenza
    che ha portato a questa realizzazione di un’idea che il popolo sardo ha dentro il proprio cuore a
    seguito di interminabili esperienze di sudditanza. Occorre inserire l’esigenza di una lotta contro la
    falsità, l’ingiustizia, la sudditanza e non la ricerca della verità, della giustizia, dell’indipendenza.
    Una lotta che deve essere alla base della nuova esperienza di Repubblica guidata dalla virtù
    dell’amore. Non dobbiamo presentarci al mondo come un popolo unito, ma dobbiamo lottare tutti
    personalmente con unità di intenti rivolti alla conquista del rispetto reciproco contro le sopraffazioni
    e per il diritto di tutelare la dignità di ogni uomo a prescindere dalle proprie peculiarità.
    È un lavoro meritevole a cui manca l’animo rivoluzionario che occorre per cambiare il corso della
    storia che vede i sardi succubi di decisioni altrui. Non basta dire cosa è bello, ma occorre
    evidenziare la fatica che deve essere fatta per cambiare la storia. Nella stesura della Costituzione
    si nota la differenza tra i 16 articoli che indicano i diritti e gli 1,5 articoli per i doveri dei cittadini
    nessuno per le responsabilità di coloro che forniscono il servizio di gestione dello stato,
    sottolineando che il cittadino tramite referendum decide la distribuzione delle competenze e delle
    funzioni tra Stato, Regioni e Comuni, secondo il principio della sussidiarietà e della leale
    collaborazione. Esiste la necessità di avere il coraggio di rivoluzionare il sistema assistenziale
    (welfare) secondo principi di solidarietà e condivisione in una terra dove troppi hanno tanto senza
    aver dato e senza averne effettiva necessità. Riprendere la filosofia delle vecchie società di mutuo
    soccorso è una rivoluzione, regolamentare il lavoro per la tutela del lavoratore e dell’impresa è una
    rivoluzione molto più che costituire una Repubblica Sarda, ma che occorre la consapevolezza di
    tutti di far parte di un progetto di rispetto per l’uomo e non del denaro. Ogni uomo coinvolto nella
    vita sociale della Sardegna deve sentirsi soggetto fondante di questa società sia che viva ai
    margini sia che sia un alto rappresentante. Mi rendo conto che sembrano parole da marziani, ma
    ognuno nel suo piccolo può contribuire nel portare avanti questo viaggio in una terra con grandi
    opportunità derivanti dalla storia e dalla cultura variegata. Oggi alla base di una società che segue
    l’evoluzione tecnologica occorre che lo stato regolamenti e controlli la gestione dell’energia. La
    storia della sardegna e del mondo in generale insegna che a causa dell’energia si decide della vita
    di una società. Le guerre hanno motivazione di esistere quando si deve gestire il potere ed oggi il
    potere è direttamente legato alla energia. L’industrializzazione della Sardegna è fallita perché
    s’istranzu ha usato lo strumento dell’energia per boicottarla dopo averci speculato e facendo stare
    zitti i lavoratori con l’elemosina dei sussidi dei pseudo aiuti.

  4. Margherita Usai

    Noi oggi approviamo questa nuova Carta de Logu affinché la Repubblica di Sardegna possa essere, attraverso la definizione di diritti e di doveri certi e condivisi, luogo di LIBERTA’ di serenità e di sicurezza, in cui ogni persona possa aspirare a far fiorire e mettere a frutto i propri talenti, migliorare le proprie condizioni di vita materiali e immateriali, trascorrere una vita ricca di dignità e opportunità.

  5. Enrico Napoleone

    Senza troppo sforzo di studio e d’immaginazione, un modello preciso e completo di Costituzione (federale) esiste già.
    É quello che regola, concretamente, il funzionamento di un Paese “piccolo”, come dimensione e popolazione, ma “grande” come esempio di democrazia ed efficienza,.
    È una Costituzione moderna, approvata nel 1999, ma che discende da sette secoli di storia, che ha fatto di quella Confederazione al centro d’Europa, la Nazione che primeggia in tutte le classifiche mondiali in campo politico, economico e sociale.
    Il Paese del quale parlo è la Confederazione Svizzera e la sua Costituzione Federale è esattamente quella che, noi del Canton Marittimo, proponiamo, integralmente, per la futura Nazione Sarda.

    https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/19995395/index.html

  6. Dott.Antonio Cerina

    Buon pomeriggio a voi tutti

    Sono il Dottor Antonio Cerina, dottore in Scienze Politiche e geopolitica e sicurezza globale, e volevo partecipare pursenza essere parte del Partito dei Sardi a questo dibattito sulla costituzione.
    Sono anche diversamente abile, fisicamente, ed è positivo che sia pure in modo largamente insufficente si sia toccato il tema della disabilità.
    In questa costituzione ci sono diversi limiti, oltre a diverse cose positive. La stessa idea di indipendenza, vista la situazione geopolitica che stiamo vivendo è di difficile attuazione. Mi si consenta dunque di porre in essere un breve commento sul testo.
    Io sono fortemente in dubbio sull’opportunità di un indipendenza Sarda, mancano infatti secondo me le competenze geopolitiche per potere arrivare a gestire un indipendenza come stato serio.
    Quindi, senza voler aprire nessuna polemica, inizio una disquisizione sul testo e sugli articoli:

    Articolo 1
    Niente da criticare fuorchè il Punto E che recita:

    “il vincolo culturale e istituzionale della Sardegna con l’Europa, in uno spirito solidale e federale;”

    La Ue che limita fortemente la sovranità degli stati, limiterebbe fortemente la sovranità anche un ipotetico stato Sardo. Pensateci.
    La Sardegna (se ne si accetta l’indipendenza e la sovranità, cosa che personalmente ho molti dubbi ad accettare) avrebbe bisogno di costruirsi alleanze forti. La mia domanda è :”Con chi?”

    Articolo 4: Il suo testo è fortemente criticabile, perchè tra le lingue nazionali manca l’Italiano, e non sono tutelati i diritti degli Italiani di Sardegna (Con tutto il rispetto per chi parla il Tabarchino e L’Algherese)

    L’Inglese come lingua ufficiale internazionale?… Ma Via! si accetta la Supremazia politica degli U.S.A? Io penso che tutte le lingue importanti abbiano una loro dignità e l’Inglese non puo’avere questa preminenza. C’è il Russo, c’è lo Spagnolo, c’è l’Arabo, il Francese ed altre..- Un eventuale canale internazionale sardo trasmetterà in tutte queste lingue

    Articolo 6.
    La Sardegna fondamentalmente è una Nazione CRISTIANA e poi lascerei invariato il resto dell’articolo

    Articolo 7 semplicemente ridicolo A me non piace

    va a mio avviso cancellato del tutto e riscritto cosi’:

    “La Sardegna provvede a stipulare alleanze internazionali consone a quello che è il suo interesse nazionale
    Non accetta di entrare in organizzazioni sovrannazionali che ne limitino fortemente l’indipendenza e la sovranità.
    OVE Possibile, promuove la soluzione negoziale e diplomatica dei conflitti adottando tutte le misure necessarie alla sua difesa, organizzando proficuamente l’esercito, le forze armate e la sua sicurezza”

  7. Dott. Antonio Cerina

    Sulla disabilità:
    Sposterei l’argomento dall’Articolo 10 all’Articolo 11 ed il punto in cui si tratta della disabilità, andrebbe cosi’ riformulato (Suggerirei l’adozione di un articolo UNICO)

    La Persona con disabilità fisica, mentale o entrambe, non può essere oggetto di discriminazione alcuna, ed in relazione alle sue capacità mentali concorre ove possibile al pari degli altri cittadini alla prosperità, alla ricchezza ed al prestigio della nazione.
    La condizione di disabilità non da diritto ad un particolare status sociale, ma vanno garantite le effettive condizioni che consentano la rimozione degli ostacoli fisici e mentali che impediscano la piena realizzazione della persona con disabilità.
    Lo stato sardo s’impegna a rimuovere, attraverso la ricerca medica e l’istituzione di centri di elevato livello qualitativo, le forme di disabilità fisica e ove possibile anche mentale al fine di restituire la piena salute ai suoi cittadini.
    Non è consentita discriminazione lavorativa di un cittadino a causa della sua disabilità

  8. Dott. Antonio Cerina

    Art 12.

    Una follia abolire l’ergastolo. Chi sbaglia compiendo atroci delitti deve pagare per i suoi errori. Cosi’come deve pagare chi si rende responsabile di episodi di eventuale malasanità

  9. Dott. Antonio Cerina

    Post scriptum

    Chi sono gli “Italiani di Sardegna”

    Gli Italiani di Sardegna sono.

    A) i Nati in Sardegna (residenti e non residenti) da un genitore Sardo e da uno Italiano del continente o Siciliano.
    B) I Nati in Italia da genitori sardi o di cui anche uno solo dei genitori sia sardo (residenti o non residenti)
    C) I Nati in Sardegna (residenti e non residenti) da genitori entrambi non Sardi, ma comunque dei territori che fanno o che facevano parte dello stato Italiano.

    Coloro che si trovano nel punto A e B hanno diritto ad ottenere la cittadinanza Sarda e possono rinunciarvi o riottenerla in qualsiasi momento,e mantengono in ogni caso(salvo diversa loro volontà) la cittadinanza Italiana e in caso di secessione di altre parti dello stato Italiano diverse dalla Sardegna,ottengono (salvo diversa loro volontà) la cittadinanza del nuovo stato da cui essi provvengono.

    In ogni caso gli Italiani di Sardegna hanno diritto a giornali,e mass media in lingua Italiana e non sono obbligati ad imparare il sardo se hanno un età superiore ai 16 anni di età.La non conoscenza della lingua sarda e la possibile volontà di mantenere la cittadinanza Italiana(o la cittadinanza di uno degli stati nati dalla possibile frammentazione del paese) non puo’essere motivo di discriminazione o di trattamenti discriminatori od ingiusti.

  10. Francesco Portas

    Nel preambolo non c’è nessun richiamo alla terra, la Sardegna è soprattutto questo.
    Aggiungerei:
    “Una Nazione che vive, rispetta e preserva la terra, l’ambiente e la natura tutta e li riconosce come vero tesoro da custodire.”
    ………o qualcosa del genere

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