LA MAGISTRATURA
(articoli 47-53)

Articolo 47
La giustizia è amministrata in nome del popolo.
I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
La magistratura costituisce un ordine autonomo e separato da ogni altro potere.
La legge garantisce l’equilibrio tra i poteri dell’accusa e i diritti della difesa in tutte le fasi del processo.
La legge disciplina procedure di accertamento dell’errore giudiziario in tutte le fasi del processo.
Articolo 48
La magistratura inquirente e quella giudicante hanno carriere separate e devono svolgere la loro attività in luoghi separati.
Ogni cittadino può segnalare abusi dei magistrati al Presidente della Repubblica che ha l’obbligo di investirne il Consiglio di Giustizia che si esprime nei tempi e nei modi previsti dalla legge.
La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari la cui funzione è istituita e regolata dalle norme sull’ordinamento giudiziario.
Articolo 49
Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura.
Articolo 50
Il Consiglio di Giustizia è l’organo di autogoverno della Magistratura.
Il Consiglio di Giustizia è composto da 10 magistrati eletti ogni tre anni da tutti i magistrati della Sardegna tra i magistrati con più di dieci anni di esercizio e da dieci avvocati eletti dagli avvocati di tutta la Sardegna con più di dieci anni di esercizio.
Il Consiglio di Giustizia è presieduto dal Presidente della Repubblica che ne fa parte di diritto.
Articolo 51
Il Procuratore generale dello Stato fa parte di diritto del Consiglio di Giustizia.
Il Procuratore generale dello Stato e il Presidente della Corte di Cassazione sono scelti dal Parlamento sulla base di una terna proposta dal Consiglio di Giustizia. Sono nominati dal Presidente della Repubblica e restano in carica per 7 anni non rinnovabili.
Articolo 52
Ai ruoli della Magistratura si accede per concorsi pubblici separati per la magistratura inquirente e per quella giudicante.
Spettano al Consiglio di Giustizia, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni e i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.
In caso di inerzia o di gravi inadempienze, il Presidente della Repubblica chiede al Parlamento l’autorizzazione allo scioglimento del Consiglio di Giustizia e all’indizione di nuove elezioni. Il Parlamento si esprime a maggioranza dei 4/5 dei suoi componenti. La proposta di scioglimento può essere sottoposta a referendum confermativo a richiesta di un terzo dei membri del Parlamento.
Articolo 53
La legge stabilisce la struttura e l’organizzazione gerarchica e territoriale del sistema giudiziario della Repubblica.

3 commenti su “LA MAGISTRATURA
(articoli 47-53)

  1. Marco Contu

    Secondo me:
    – i gradi di giudizio devono essere costituzionalizzati
    – la Costituzione deve prevedere che tutti i provvedimenti limitativi della libertà personale sono soggetti a riesame da parte di un giudice collegiale precostituito per legge

  2. SANDRO CICCU

    C’è comunque commistione, non accettabile, tra parte inquirente e parte giudicante, infatti il cosiddetto organo di autogoverno, in realtà è composto da ambo le parti, giudica e controlla entrambi, quindi manca la reale suddivisione delle due parti, giudicante ed inquirente. Lo spirito della norma è sacrosanto, la separazione dei due rami della giustizia, ma la separazione deve essere reale e non a metà, non deve essere all’italiana, per intenderci. Quindi invito ad una riflessione ulteriore sull’argomento.

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