IL PARLAMENTO
(articoli 38-46)

Articolo 38
Il Parlamento è composto da 80 deputati eletti ogni 4 anni a suffragio universale tra i cittadini che abbiano compiuto la maggiore età.
La legge stabilisce i casi di ineleggibilità e di incompatibilità. In ogni caso ciascun deputato eletto non deve essere obbligato a collocarsi in aspettativa o ad abbandonare la propria professione.
La legge stabilisce un’indennità, non cumulabile con altro reddito, per il mandato parlamentare.
La legge definisce la forma e l’ammontare del rimborso spese per gli eletti.
Articolo 39
Il Parlamento:
1) predispone e approva le leggi dello Stato;
2) stabilisce i tributi secondo criteri di progressività;
3) approva il Bilancio annuale e pluriennale dello Stato;
4) autorizza la contrazione di prestiti;
5) ratifica con legge i trattati e gli accordi internazionali;
6) adotta la proposta di legge sulla distribuzione delle funzioni tra Stato, Regioni e Comuni, da sottoporre a referendum costituzionale;
7) avvia la procedura di incriminazione per tradimento, incapacità o indegnità del Primo Ministro;
8) concede con legge l’amnistia e l’indulto;
9) dichiara lo stato di guerra e lo stato di emergenza.
Articolo 40
Le date dell’elezione del Primo Ministro e del Parlamento non possono coincidere.
Il Parlamento si riunisce obbligatoriamente il primo lunedì del mese di gennaio e il primo lunedì del mese di giugno.
Il Presidente della Repubblica può convocare il Parlamento per ragioni straordinarie.
Il Primo Ministro può chiedere al Presidente del Parlamento la convocazione del Parlamento su specifici argomenti.
Il Presidente del Parlamento provvede entro i sette giorni successivi.
Articolo 41
I parlamentari non possono essere perseguiti dall’autorità giudiziaria senza autorizzazione del Parlamento. In ogni caso ciascun parlamentare non è perseguibile per i voti e le opinioni espresse nell’esercizio del proprio mandato.
Articolo 42
Il Parlamento elegge tra i suoi membri il Presidente del Parlamento e l’Ufficio di Presidenza.
Il Parlamento adotta il regolamento del proprio funzionamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Il regolamento del Parlamento definisce le modalità di svolgimento del procedimento di approvazione delle leggi.
Articolo 43
L’iniziativa legislativa è propria di ogni parlamentare, del Primo Ministro e del popolo. Il popolo esercita l’iniziativa legislativa con una proposta di legge sottoscritta da almeno 1/10 degli elettori o da un terzo dei sindaci in carica.
I decreti di urgenza del Consiglio dei Ministri sono discussi dal Parlamento entro trenta giorni dalla data della loro promulgazione.
Articolo 44
Il Presidente della Repubblica, su proposta della Suprema Corte, pone il veto sulle proposte di legge che violino la Costituzione.
Le leggi entrano in vigore al momento della loro pubblicazione. La legge disciplina le modalità di pubblicazione.
Articolo 45
Una legge approvata dal Parlamento è sottoposta a referendum popolare quando lo richiedano 1/10 degli elettori o il Primo Ministro. Il referendum non è valido se non vi partecipa almeno un terzo degli elettori.
La maggioranza, nelle materie sottoposte a referendum, si calcola in base ai voti validamente espressi.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di approvazione di bilanci. Le modalità di attuazione del referendum sono stabilite con legge regionale.
Il referendum costituzionale di cui all’art. 29 relativo alla distribuzione delle funzioni tra lo Stato, le Regioni e i Comuni deve svolgersi entro 120 giorni dall’insediamento del primo Parlamento eletto sulla base della presente Costituzione.
Un terzo dei Comuni della Sardegna può chiedere che si indica referendum su specifiche proposte di legge da essi elaborate.
Un terzo dei cittadini aventi diritto può chiedere che si indica referendum su specifiche proposte di legge da essi elaborate qualora la proposta sia sottoscritta anche un terzo dei sindaci dei Comuni della Sardegna.
Articolo 46
I bilanci preventivi e consuntivi dello Stato vengono approvati ogni anno e devono essere in equilibrio tra entrate e spese.
Lo Stato può indebitarsi per le proprie politiche di investimento e di sviluppo, in modo sempre compatibile e sostenibile dal Bilancio.
Nessuna norma che comporti spesa può essere approvata dal Parlamento priva della copertura finanziaria definita all’interno delle risorse del Bilancio dello Stato.
L’approvazione di norme senza copertura finanziaria comporta lo scioglimento del Parlamento decretato dal Presidente della Repubblica che provvede allo scioglimento entro sette giorni dalla certificazione della mancata copertura della legge da parte della ragioneria generale dello Stato.

12 commenti su “IL PARLAMENTO
(articoli 38-46)

  1. Gigi

    Articolo 38
    Il Parlamento è composto da 50 deputati eletti ogni 4 anni a suffragio universale tra i cittadini che abbiano compiuto la maggiore età.
    La legge stabilisce i casi di ineleggibilità e di incompatibilità. In ogni caso ciascun deputato eletto non deve essere obbligato a collocarsi in aspettativa o ad abbandonare la propria professione.
    La legge stabilisce un’indennità, non cumulabile con altro reddito, per il mandato parlamentare la quale non deve essere superiore a cinque volte il reddito medio dei cittadini.
    La legge definisce la forma e l’ammontare del rimborso spese per gli eletti.

  2. Serafino Aru

    Tre organi eletti dal popolo potrebbero essere troppi. Non c’è il rischio che entrino in conflitto l’uno con l’altro?

  3. Gian Luigi D.P

    Articolo 45
    Una legge approvata dal Parlamento è sottoposta a referendum popolare quando lo richiedano 1/3 degli elettori o il Primo Ministro. Il referendum non è valido se non vi partecipa almeno un terzo degli elettori.

  4. Gian Luigi D.P

    Articolo 43
    L’iniziativa legislativa è propria di ogni parlamentare, del Primo Ministro e del popolo. Il popolo esercita l’iniziativa legislativa con una proposta di legge sottoscritta da almeno 1/3 degli elettori o da un terzo dei sindaci in carica.
    I decreti di urgenza del Consiglio dei Ministri sono discussi dal Parlamento entro trenta giorni dalla data della loro promulgazione.

  5. Gianni Benevole

    Art. 38 Il mandato parlamentare viene esercitato gratuitamente, salvi rimborsi spesa documentati relativi ad attività strettamente connesse all’attività svolta.

    1. Margherita Usai

      Non sono d’accordo con il mandato gratuito, perché vorrebbe dire che chi non ha disponibilità economiche non può ambire a diventare parlamentare.
      Chi ha grandi disponibilità economiche verrebbe avvantaggiato.

  6. Mariantonietta

    Non mi piace nell’art.41 la previsione dell'”autorizzazione a procedere” nei confronti del parlamentare . Da eliminare totalmente.
    E così pure per il quorum di un terzo degli aventi diritto al voto per la validità del referendum: ai fautori del NO si danno così 2 strumenti per perseguire i propri obiettivi, mentre quelli del SI ne hanno solo uno. E questo non è giusto.

  7. 'irga de utzéle

    Relativamente alla elezione del parlamento e di tutte le altre cariche elettive, sino a arrivare ai comuni, inserirei, nella costituzione, il sistema di voto, con la clausola della sua immodificabilità. Il sistema da adottare dovrebbe essere il proporzionale puro, con una sola preferenza e con la possibilità di candidarsi senza che, obbligatoriamente, si debba essere legati a un partito.
    Per garantire una piena raoppresentanza dividerei la Sardegna in zone omogenee, garantendo, per ciascuna di esse, un adeguato numero di rappresentanti.
    In considerazione del fatto che il governo non é altro che l’esecutore delle leggi approvate dal parlamento, procederei, alla elezione separata delle due istituzioni. Gli aspiranti governatori dovrebbero presentarsi alle elezioni con un proprio programma e nel caso di dimissioni del governo eletto subentrerebbe la squadra di governo classificatasi al secondo posto e così via fino alla fine della legislatura.
    Risulta chiaro che, così facendo, verrebbero meno i giochetti del voto di fiducia, essendo palese che il governo non dipende dal parlamento ma dagli elettori, ai quali dovrà rispondere nella misura in cui saprà attuare il pogramma presentato e dalla sua capacità di ottenere dal parlamento il supporto necessario sia economicamente che legislativamente, in sede di approvazione del bilancio annuale.
    In ultima analisi, onde evitare al massimo furbizie e ipocrisie, vieterei, a tutti, a partire dai deputati per arrivare sino ai consiglieri comunali, l’espressione del voto segreto; Il cittadino che ha espresso il voto ha il diritto di conoscere le prese di posizione di chi ricopre una carica politica

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