IL GOVERNO
(articoli 34-37)

Articolo 34
Il Consiglio dei Ministri è l’organo di governo della Repubblica.
È composto dal Primo Ministro e dai Ministri.
Articolo 35
Il Primo Ministro è eletto a suffragio universale ogni quattro anni.
È nominato dal Presidente della Repubblica.
Presta giuramento di fedeltà alla Costituzione nelle mani del Presidente della Repubblica.
Guida ed è responsabile della politica del Governo.
Nomina e revoca i Ministri secondo le forme previste dalla legge.
Nomina e revoca vertici dell’Amministrazione statale in tutte le sue articolazioni secondo le forme previste dalla legge.
Nomina i rappresentanti della Repubblica negli organismi internazionali.
Nomina il Presidente della Banca centrale, il Capo delle forze armate, il capo della polizia, il capo dei servizi di sicurezza, gli ambasciatori.
Può rivolgersi al Parlamento e chiederne la convocazione.
Non fa parte del Parlamento.
Il Primo Ministro e i Ministri partecipano ai lavori del Parlamento senza diritto di voto. Debbono farlo ogni qual volta il Presidente dell’Assemblea lo disponga.
Il Primo Ministro può essere dichiarato decaduto dalla carica per tradimento, incapacità o indegnità.
Il decreto di decadenza è assunto dal presidente della Repubblica sulla base della sentenza della Suprema Corte pronunciata al termine della procedura avviata dal Parlamento.
Articolo 36
I Ministri sono nominati dal Primo Ministro.
Prestano giuramento prima di assumere la carica nelle mani del Presidente della Repubblica.
Sono responsabili della politica e dell’amministrazione delle attività loro affidate.
Contro singoli Ministri il Parlamento può votare mozioni di sfiducia. In caso di approvazione della mozione di sfiducia, il Primo Ministro riferisce le sue intenzioni al Parlamento. In caso di conferma della fiducia del Primo Ministro al Ministro sfiduciato, il Parlamento procede a una seconda votazione. Qualora in questo secondo caso la mozione di sfiducia venga approvata, il Ministro deve essere sostituito.
Articolo 37
Il Consiglio dei Ministri è convocato dal Primo Ministro che ne elabora l’ordine del giorno.
Assume i decreti d’urgenza secondo le forme previste dalla legge.
Approva i regolamenti e gli atti di programmazione dello Stato.
Approva la proposta di Bilancio dello Stato da sottoporre all’approvazione del Parlamento.
Approva le proposte di legge che il Primo Ministro propone all’approvazione del Parlamento.
Propone al Parlamento la dichiarazione di stato di emergenza e lo stato di guerra.

8 commenti su “IL GOVERNO
(articoli 34-37)

  1. Gigi

    Articolo 35
    […omissis…]
    Nomina il Presidente della Banca centrale, il capo della polizia, il capo dei servizi di sicurezza, gli ambasciatori.

    1. Luca

      Su proposta dei ministri ai cui dicasteri afferiscono (Es: Polizia, ministro degli interni; Agenzie Fiscali, Ministro dell’economia, ecc.)

  2. Luca Deriu

    È il caso di mantenere le due figure lo del Presidente della Repubblica e del Primo Ministro?
    Si potrebbe immaginare di tenere solo una delle due figure, cercando l’equilibio in altro modo?

    1. Luca

      Il Presidente della Repubblica rappresenta lo Stato nella sua interezza. Il Primo Ministro rappresenta (ed esplica) il potere esecutivo.

      A mio avviso è più funzionale tenere le due cose separate.

      Naturalmente è solo un parere 🙂

  3. Pippo

    il primo ministro è nominato dal presidente della repubblica o eletto a suffragio universale? Non mi pare che le due opzioni siano compatibili fra loro

  4. Mariantonietta

    Eletto o Nominato? Le parole sono importanti…. Dovrebbe, così pare dagli artt. seguenti , essere eletto: bisogna allora correggere ‘nominato’

  5. Francesco Portas

    Il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione ed arbitro imparziale, autorizza l’elenco dei candidati a Presidente del Consiglio verificandone competenze e rettitudine verso la Costituzione e lo Stato.
    Il Primo Ministro è eletto a suffragio universale da cittadini che abbiano compiuto i 25 anni di età.
    Il decadimento del Primo Ministro può avvenire anche per volontà del popolo con petizione civica e raccolta firme che deve superare il 100% più uno, degli aventi diritto, dei voti ottenuti all’elezione.

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