DIRITTI FONDAMENTALI
(articoli 9-25)

Articolo 9
La Repubblica tutela la dignità della persona.
Ogni cittadino ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione.
Ogni cittadino, senza discriminazione, ha diritto a eguale retribuzione per eguale lavoro, a una retribuzione proporzionale alla qualità e quantità di lavoro svolto, a una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana e integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, a cui non può rinunziare.
Ogni cittadino ha diritto al tempo libero e al riposo, alla pratica di attività sportive, turistiche e ricreative per la più compiuta realizzazione della propria personalità e il conseguimento del benessere fisico e psichico.
Articolo 10
Tutti sono uguali davanti alla legge.
Le leggi garantiscono che l’origine, la razza, il sesso, il genere, la condizione sociale, i costumi, il credo religioso, le convinzioni politiche, le disabilità fisiche e mentali non determinino in alcun modo alcuna discriminazione per i cittadini.
Ogni cittadino ha diritto d’essere trattato dagli organi dello Stato senza arbitrio e secondo il principio della buona fede.
Articolo 11
Ogni cittadino ha diritto alla vita, alla libertà, all’integrità fisica e alla sicurezza; alla salute, al sistema sanitario e a cure e trattamenti medici accessibili anche alle persone prive di mezzi.
Nessuno può essere privato della vita, dell’identità e del nome, della capacità giuridica, della cittadinanza, della libertà di espressione, di movimento, di iniziativa economica, culturale e sociale.
Articolo 12
Nessun cittadino e nessuna persona può essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù, in forme esplicite o implicite, nel territorio nazionale della Repubblica di Sardegna.
La libertà personale, in tutte le sue espressioni, e il domicilio sono inviolabili, fatti salvi i casi di giustizia di cui ai seguenti articoli.
La pena di morte e l’ergastolo sono vietati.
Articolo 13
Ogni cittadino ha diritto di entrare e uscire dal territorio nazionale e di muoversi e soggiornare al suo interno senza limitazioni o restrizioni, fatti salvi gli adempimenti previsti dalla legge.
La legge stabilisce i casi in cui l’Autorità giudiziaria, o di Pubblica sicurezza o Sanitaria può disporre limitazioni all’esercizio di questo diritto.
La Repubblica garantisce la continuità territoriale interna ed esterna quale condizione per la realizzazione del diritto alla mobilità dei suoi cittadini e del principio di coesione economica e sociale tra i suoi territori e con quello degli altri stati membri dell’Unione europea.
Articolo 14
Ogni cittadino è libero di unirsi in matrimonio o in unione civile secondo le forme stabilite dalla legge.
La Repubblica tutela la famiglia come principale nucleo sociale e educativo dello Stato.
Articolo 15
La Repubblica tutela la libertà di educazione e garantisce le condizioni per il pieno sviluppo della persona, dall’infanzia all’età adulta.
Riconosce e valorizza il ruolo di ogni istituzione educativa, scolastica e di formazione pubblica e privata. Garantisce l’accesso dei non abbienti meritevoli alle forme più alte di educazione e di istruzione.
Protegge l’incolumità e lo sviluppo degli infanti.
Articolo 16
La proprietà privata è tutelata dalla Repubblica nelle forme previste dalla legge. In caso di espropriazione o comunque di privazione per ragioni definite dalle leggi della Repubblica, è dovuto al proprietario un indennizzo pari al valore di mercato del bene espropriato, fatti salvi i casi previsti dalla legge connessi alla situazione debitoria del cittadino.

Articolo 17
La libertà di iniziativa economica è garantita in tutte le sue forme: libera scelta della professione, libero accesso e libero esercizio dell’attività economica privata, libera scelta del lavoro presso la Pubblica Amministrazione o presso privati.
I lavoratori hanno il diritto di unirsi e di costituire associazioni a tutela dei propri interessi.
I conflitti in ambito lavorativo vanno per quanto possibile composti in via negoziale o conciliativa.
È garantito il diritto di sciopero. L’esercizio del diritto di sciopero è disciplinato dalla legge.
L’attività economica non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Articolo 18
Ogni cittadino ha diritto di associarsi e di riunirsi liberamente, senza autorizzazioni, in luoghi pubblici e privati.
In particolare ogni cittadino ha diritto ad associarsi in partiti o movimenti politici che sono i principali animatori della vita democratica dello Stato.
La legge disciplina l’accesso ai luoghi pubblici.
Sono vietate le associazioni che hanno fini puniti dalla legge penale.
Sono vietate le associazioni che perseguono scopi politici attraverso organizzazioni di tipo militare.
Sono vietate e perseguite dalla legge le associazioni che hanno scopi politici contrari ai diritti dei cittadini stabiliti da questa Costituzione.
Articolo 19
Ogni cittadino ha diritto di poter esprimere liberamente il proprio pensiero, indipendentemente dallo strumento comunicativo prescelto.
La comunicazione è libera e non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
La legge tutela e protegge l’onorabilità, la credibilità e la vita privata delle persone.
Articolo 20
Tutti i cittadini che abbiano compiuto la maggiore età sono elettori.
Il voto è libero, personale e segreto.
Il diritto di voto non può essere limitato se non nei casi eccezionali previsti dalla legge.
Articolo 21
Nessun cittadino può essere distolto dal suo giudice naturale precostituito per legge.
Ogni cittadino ha diritto di essere informato tempestivamente di essere sottoposto a indagini.
La legge prevede i casi in cui l’Autorità giudiziaria può disporre la detenzione di un individuo, la perquisizione del suo domicilio e l’ispezione dei suoi beni. In ogni caso, la detenzione, la perquisizione del domicilio e l’ispezione dei beni non può essere decisa da un giudice monocratico.
La legge stabilisce la durata massima del processo, dalla fase istruttoria all’emissione della sentenza definitiva.
Articolo 22
È vietata ogni violenza fisica e morale sulle persone indagate e detenute.
La legge stabilisce la durata massima delle indagini e della detenzione.
Articolo 23
Ogni cittadino ha diritto alla difesa in ogni grado di giudizio e in ogni fase del procedimento.
Lo Stato garantisce la difesa ai cittadini non abbienti, secondo le forme previste dalla legge.
Ogni cittadino ha diritto di agire in giudizio a tutela dei suoi diritti e dei suoi interessi, fatto salvo il ricorso alle forme alternative di risoluzione delle controversie riconosciute dall’ordinamento.
Articolo 24
La responsabilità penale è personale.
La legge disciplina l’equilibrio tra l’accusa e la difesa in tutte le fasi del procedimento giudiziario.
Solo le sentenze definitive incidono sulla onorabilità del cittadino.
I cittadini possono subire pene pecuniarie e limitazioni della loro libertà personale solo in base alla legge.

Articolo 25
Le leggi non hanno valore retroattivo, salvo che lo ius superveniens sia più favorevole.
Nessuno può essere processato o punito per un fatto che al momento del giudizio non costituisce reato.

29 commenti su “DIRITTI FONDAMENTALI
(articoli 9-25)

  1. giorgio m.

    Articolo 15
    art 15
    La Repubblica tutela la libertà di educazione e garantisce le condizioni per il pieno sviluppo della persona, dall’infanzia all’età adulta.

    Riconosce e valorizza il ruolo di ogni istituzione educativa, scolastica e di formazione pubblica e privata.
    L’istruzione obbligatoria fino al 18° anno è totalmente gratuita.
    Garantisce l’accesso dei non abbienti meritevoli alle forme più alte di educazione e di istruzione.

    Articolo 17
    La libertà di iniziativa economica è garantita in tutte le sue forme: libera scelta della professione, libero accesso e libero esercizio dell’attività economica privata, libera scelta del lavoro presso la Pubblica Amministrazione o presso privati.

    I lavoratori hanno il diritto di unirsi e di costituire associazioni a tutela dei propri interessi.

    I conflitti in ambito lavorativo vanno per quanto possibile composti in via negoziale o conciliativa.

    È garantito il diritto di sciopero. L’esercizio del diritto di sciopero è disciplinato dalla legge e non può confliggere con i diritti costituzionali dei cittadini.

    L’attività economica non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

    La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

    Protegge l’incolumità e lo sviluppo degli infanti.

  2. FC

    Articolo 13
    “Ogni cittadino ha diritto di entrare e uscire dal territorio nazionale e di muoversi e soggiornare al suo interno senza limitazioni o restrizioni, fatti salvi gli adempimenti previsti dalla legge.”… Corregerei in questo modo:
    “è garantita la libertà di circolazione e soggiorno ad ogni cittadino senza limitazioni o restrizioni, fatti salvi gli adempimenti previsti dalla legge.”

  3. Mario Schintu

    Mi sembra che non venga considerata la funzione sociale della proprietà privata, che forse meriterebbe maggiore attenzione.

  4. Pierluigi

    Articolo 12
    Nessun cittadino e nessuna persona può essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù, in forme esplicite o implicite, nel territorio nazionale della Repubblica di Sardegna.
    La libertà personale, in tutte le sue espressioni, e il domicilio sono inviolabili, fatti salvi i casi di giustizia di cui ai seguenti articoli.
    La pena di morte e l’ergastolo sono vietati ma il reintegro nella società è subordinato al giudizio del giudice che stabilisce se il cittadino, scontata la pena, riusulti o meno ancora pericoloso per se e/o per gli altri potendo così prolungare o meno il periodo detentivo.

  5. Giancarlo Petretto

    Articolo 12
    La pena dell’ergastolo è da inserire, naturalmente per quei reati gravissimi di cui si è accertata la responsabilità del delitto.

  6. Claudia Puligheddu

    Articolo 14>
    La Repubblica tutela le diverse forme di famiglia come principale nucleo sociale e educativo dello Stato.

  7. AC

    È una idea e Proposta se ritenuta realizzabile.
    Mi sembra che manchino, salvo errore, le modalità di assunzione e di mantenimento del posto di lavoro che nell’attuale sistema si realizzano tramite concorso pubblico e la decadenza dallo stesso avviene a causa di gravi inadempienze.
    Si potrebbe mutuare il sistema anglosassone basato sui curricula e valutazione degli utenti e dei capi ufficio sulle capacità e professionalità dei dipendenti.Naturalmente ci vorrà un organismo indipendente come il Giudice del lavoro o un Organismo ad hoc di valutazione prima di stabilire eventuale licenziamento. Capisco che questa proposta impatta molto sull’attuale sistema delle relazioni sindacali ma allo stesso tempo potrebbe essere un modo per moralizzare la pubblica amministrazione. I cittadini utenti devono avere la possibilità di segnalare comportamenti scorretti dei dipendenti pubblici e sarà un organismo ad hoc a valutare le modalità di sanzionare eventuali comportamenti non rispettosi delle esigenze dei cittadini.
    A. C.

  8. Massimiliano Piga

    ARTICOLO 10
    Eliminare la parola razza.
    (Il concetto di razza umana è considerato destituito di validità scientifica poiché l’antropologia e la biologia evolutiva hanno dimostrato che non esistono gruppi razziali fissi o discontinui).

  9. Margherita Usai

    La legge tutela e protegge l’onorabilità, la credibilità e la vita privata delle persone.
    PREVEDERE NORMA CHE DISCIPLINI L’USO DEI SOCIAL E IL DIRITTO A ESSERE TUTELATI NELLA PROPRIA PRIVACY E A NON ESSERE DISONORATI NEPPURE NELLA RETE.

  10. 'irga de utzéle

    Relativamente all’articolo 14, risulta inopportuna la distinzione fra matrimonio e unione civile. Si tratta di contratti fra persone libere e consenzienti, pertanto, in privato, ognuno lo colora e lo corona come vuole, (chiesa o comune). Così come elencato, sembrerebbero esserci contratti di serie “A” e contratti di serie”B”

      1. Rosa

        Questo articolo mi pare non stabilisca unioni di serie A e di serie B, ma due forme diverse di unione con pari dignità, riconosciute poi entrambe, nella seconda parte dell’articolo, come famiglia. Secondo la vostra proposta, dovrebbe sparire la dicitura “matrimonio”. Non sono d’accordo. Si parla di due scelte di unione diverse, per cui devono avere un nome diverso. Io sono sposata. Sono “unita in matrimonio” (religioso cattolico, e quindi anche civile essendo “matrimonio concordatario”) e non desidero affatto che questa denominazione (Unita in matrimonio/sposata) del mio stato civile scompaia. Ci si deve porre il grande problema di come ci dovremo rapportare con la Chiesa cattolica e la nostra identità culturale e sociale cristiana cattolica. Non desidero uno Stato che rinneghi la nostra precipua identità cristiana. Potrei condividere la definizione di “matrimonio religioso e civile” (per un “concordato” che auspicherei la Sardegna rifacesse con la Chiesa) e “matrimonio civile” per chi non desiderasse quello religioso. Prevederei anche altre Intese con altre confessioni religiose.

        1. 'irga de utzéle

          Nel momento in cui si sente la esigenza di distinguere tra matrimoni e altre unioni, e considerata la Sua pretesa di volerle ribadire nel dettato costituzionale, ne consegue che Lei e chi è su queste posizioni, dobbiate assolvere a una funzione superiore.
          Inoltre, giusto per evitare incomprensioni, nessuno ha sostenuto che la parola “matrimonio” (mater -munus) debba essere eliminata. Comunque, in considerazione del fatto che la lingua sarda non contempla, fra i suoi numerosissimi vocaboli, la summenzionata parola, la logica conseguenza sarà che la Sua rispettabilissima unione con il pater- munus non sarà, giuridicamente, chiamata, matrimonio, ma scelga Lei… coia, coju, cogiu, isposognu, ecc…. Per quanto riguarda l’auspicio per la stipula di un concordato, il quale, per inciso, andrebbe stipulato con lo Stato Vaticano e non con la chiesa cattolica, mi sembra che si vogliano ripetere i pastrocchi dello Stato Italiano; con lo Stato Vaticano si avranno cordiali e franchi rapporti culturali, economici, ecc.., come con tutti gli altri stati. Nessuno Le vuole togliere niente; si cerca, solamente, di gettare le basi di una repubblica dove, socialmente, tutti siano posti sullo stesso piano, con uguali opportunità e dignità. Voglio sperare che Repubblica Sarda sarà un luogo dove Lei sarà sempre una mater-munus e gli altri saranno ciò che vorranno, senza che la Carta Costituzionale ponga i puntini su cose che non hanno bisogno di puntini. Le scelte personali riguardano l’individuo e contengono il limite del rispetto dei singoli. Le norme fissate nel documento base della Repubblica tutelano e regolano il vivere sociale, La carta costituzionale riguarda la collettività e percio stesso non può contemplare posti al sole

  11. Luca Deriu

    ARTICOLO 25
    Occorre elaborare in altro modo l’articolo perché i due commi sembrano in contrasto l’uno con l’altro.

    Le leggi non hanno valore retroattivo, salvo che lo ius superveniens sia più favorevole.
    Nessuno può essere processato o punito per un fatto che al momento del giudizio non costituisce reato.

    1. Pierluigi

      Articolo 25
      Le leggi non hanno valore retroattivo.
      Nessuno può essere processato o punito per un fatto che al momento del giudizio non costituisce reato.

      Il fatto che “… salvo che lo ius superveniens sia più favorevole…” dovrebbe essere eliminato per evitare lex ad personam

      1. Rosa

        Quando una legge abroga una fattispecie che prima era reato, è chiaro che debba avere i suoi effetti anche per il passato. Metti che sei in carcere, o sei stato arrestato per una azione che prima era intesa come reato (es superare i limiti di velocità) secondo la tua visione, tu dovresti stare in carcere, mentre chi lo fa un mese dopo per una nuova legge che riconosce che non è un gesto così grave da essere meritevole di carcere, o di arresto, in carcere non ci va’. Sarebbe questo un ordinamento giuridico giusto? Non sarebbe giusto che anche tu uscissi dal carcere? Cosa c’entra l’intenzione della legge ad personam? Ciò che dici può essere un effetto innegabile del principio affermato dall’articolo, ma se pensi che di questo potrebbero giovarsi pochissime persone (il presidente del consiglio ecc) mentre dell’effetto che ho descritto prima potremmo giovarcene potenzialmente tutti, capisci che non si possa rinunciare a questo insopprimibile principio di civiltà giuridica.

  12. 'irga de utzéle

    Articolo 15
    La Repubblica tutela la libertà di educazione e garantisce le condizioni per il pieno sviluppo della persona, dall’infanzia all’età adulta.
    promuove il ruolo di ogni istituzione educativa, scolastica e non di formazione pubblica . Garantisce l’accesso dei cittadini alle forme più alte di educazione e di istruzione.
    Protegge l’incolumità e lo sviluppo degli infanti.
    I lemmi “valorizza” e meritevoli” sono delle parolacce. I privati, in piena libertà, che desiderassero aprire delle scuole o istituzioni di qualsivoglia tipo, nel rispetto dei principi generali dello Stato, dovrebbero pagarsele e non contare su contributi pubblici.

  13. 'irga de utzéle

    Articolo 16
    La proprietà privata è tutelata dalla Repubblica nelle forme previste dalla legge. In caso di espropriazione o comunque di privazione per ragioni definite dalle leggi della Repubblica, è dovuto al proprietario un indennizzo pari al valore di mercato del bene espropriato, fatti salvi i casi previsti dalla legge connessi alla situazione debitoria del cittadino.
    Onde evitare concentrazioni, speculazioni, nonché posizioni che porterebbero al condizionamento della distribuzione della richezza e della stessa iniziativa privata, come accade oggi, dovrebbero essere previsti dei limiti quantitativi nel possesso, specialmente di terreni, e istituire il “Monte Terreni”.

  14. Giancarlo

    La libertà di aprire scuole private deve essere garantita ma senza nessun onere per lo stato. Lo stato garantisce le scuole di ogni ordine e grado. Significa che se per esempio io, ipoteticamente di culto buddista, volessi aprire una scuola elementare con insegnamenti ispirati a quella religione devo:
    – garantire lo stessa offerta didattica delle scuole statali
    -rinunciare a qualsiasi finanziamento pubblico.
    Specifico che la repubblica non dovrebbe nemmeno riconoscere sgravi fiscali alle famiglie che scelgono la scuola privata. Se si vuole iscrivere i figli alle private si è liberi di farlo ma a proprie spese e non a spese della collettività

  15. Gegio

    Troppo di sinistra… Mancano totalmente i principi cristiani che caratterizzano il popolo sardo, per le centinaia di festività che si celebrano in tutta l’isola ormai da millenni e che sono l’ossatura portante della nostra cultura, le tradizioni, gli usi e costumi. Tanto per fare qualche esempio mi riferisco a S.Efisio, S. Antioco, Il Redentore, S. Simplicio etc. etc.

  16. VALTER ERRIU

    Articolo 11
    Ogni cittadino ha diritto alla vita, alla libertà, all’integrità fisica e alla sicurezza; alla salute, al sistema sanitario e a cure e trattamenti medici accessibili anche alle persone prive di mezzi.
    Nessuno può essere privato della vita, dell’identità e del nome, della capacità giuridica, della cittadinanza, della libertà di espressione, di movimento, di iniziativa economica, culturale e sociale.

    *deve essere garantita la libertà personale di scelta della cura, no a imposizioni faziose (alla Lorenzin) per capirci

  17. Mario FLore

    No a una religione dde stadu. Uguales conditziones a totu sas cresias. Libertadi dde preghiera e culto = Prega comente ti parede e lassa liberu s omine dde pessare.

    Articolo 20
    Su votu segretu est una trufa.
    Su votu depidi essi liberu de espressione, craru e nominativu visibile, lebertade dde astensione.

  18. Mariantonietta Porcu

    Nell’art 10 non mi piace il riferimento alla ‘razza’ (esiste solo quella umana….).
    Nei caratteri del diritto di voto aggiungerei ‘uguale’ nel senso che ogni voto vale UNO ( cosi come nel conciso ed efficace art 48 della Cost italiana). E’ un carattere troppo importante , non si può trascurare.

  19. giacomo

    Tra i diritti fondamentali occorre inserire il libero esercizio di riunione, di formazione di sindacati e partiti politici.

  20. MAURO MONACO

    Art. 14
    La Repubblica tutela in modo uguale le diverse forme di unione familiare, sia nella forma del matrimonio sia in quella della convivenza, garantendone i medesimi diritti e doveri nei confronti della legge.

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